Io sono Cultura 2026
L’Emilia-Romagna genera 9,8 miliardi di valore aggiunto ed è tra gli hub creativi più interessanti d'Italia
Presentato a Roma lo scorso 16 luglio il 16° studio annuale promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte. Nella regione la filiera culturale e creativa dà lavoro a circa 133 mila addetti e vede Bologna e Modena tra i primi dieci territori provinciali d'Italia.
È stato presentato a Roma il Rapporto "Io sono Cultura 2026 – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi", promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne e Deloitte, in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e Fondazione Fitzcarraldo.
La fotografia scattata sui dati del 2025 riconferma il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) come uno dei motori più dinamici dell'economia italiana: una filiera capace di generare a livello nazionale 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto (+3,3% rispetto all'anno precedente) e di impiegare quasi 1,54 milioni di addetti (il 5,7% dell'occupazione totale del Paese). Ogni euro prodotto direttamente dal settore culturale e creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell'economia, muovendo un valore complessivo indiretto e indotto di 310 miliardi di euro (pari al 15,4% del PIL italiano).
L’Emilia-Romagna nei dati del Rapporto: numeri e primati regionali
Nel panorama nazionale, l’Emilia-Romagna si consolida come una delle regioni a più alta vocazione e densità culturale, collocandosi al sesto posto in Italia per incidenza della cultura e della creatività sulla ricchezza complessiva.
Si evidenziano alcuni dati chiave regionali tra i quali il fatto che il Sistema Produttivo Culturale e Creativo emiliano-romagnolo produca 9,8 miliardi di euro di valore aggiunto (9.808 milioni per la precisione), rappresentando il 5,4% della ricchezza prodotta sull'intero territorio regionale.
Sono, invece, 132.949 gli addetti impiegati nel settore, pari al 5,9% dell'occupazione totale dell'Emilia-Romagna.
Le attività strettamente appartenenti al cuore della produzione culturale (dall'architettura al design, dal software all'editoria, dalle arti visive all'audiovisivo) producono da sole 5,01 miliardi di euro (2,8% dell'economia regionale) e danno lavoro a 74.583 persone, mentre la regione conta 21.391 imprese culturali e creative (il 4,9% del totale delle imprese emiliano-romagnole) e 1.748 organizzazioni del Terzo Settore attive nell'ambito culturale e creativo.
Inoltre, il rapporto registra per l'Emilia-Romagna un tasso di crescita del valore aggiunto culturale del +4,6% tra il 2024 e il 2025 e un incremento complessivo del +26,1% nel quinquennio 2021-2025, superando le medie di crescita di gran parte dei settori economici tradizionali.
Le performance provinciali
L'analisi di dettaglio sui territori provinciali mostra la presenza diffusa di distretti produttivi, filiere della manifattura ad alto contenuto di design (Embedded Creatives) e poli urbani ad alta intensità creativa:
Bologna si conferma la capitale regionale dell'economia culturale, posizionandosi al 5° posto nazionale per valore aggiunto con 3.117 milioni di euro e al 6° posto per occupati con 40.272 addetti (il 6,9% dell'economia provinciale). Tra le note d'eccellenza, il Cinema Modernissimo e il Cinema Mandrioli di Bologna hanno conquistato il Biglietto d'Oro come sale più frequentate nelle rispettive categorie.
Modena si posiziona al 10° posto in Italia per peso occupazionale con 24.185 occupati (il 6,6% degli occupati provinciali) e genera 1.870 milioni di euro di valore aggiunto, mentre Reggio Emilia registra 1.260 milioni di euro di valore aggiunto e 16.549 addetti (5,7% dell'economia locale).
Degli altri territori è possibile rilevare che Parma produce 1.116 milioni di euro di valore aggiunto e dà lavoro a 13.840 persone; Forlì-Cesena genera 556 milioni di valore aggiunto con 9.438 occupati; Ravenna conta 543 milioni di valore aggiunto e 7.700 occupati; Rimini produce 496 milioni di valore aggiunto con 8.125 addetti; Piacenza crea 431 milioni di valore aggiunto e 6.889 occupati.
Chiude la mappa regionale Ferrara con 344 milioni di valore aggiunto e 5.852 occupati.
I settori trainanti
A livello settoriale, la struttura produttiva dell'Emilia-Romagna evidenzia una spiccata vocazione per la transizione digitale e per l'innovazione.
Il comparto dei Software e Videogiochi si conferma la prima voce in assoluto della ricchezza culturale, assorbendo il 31,2% del valore aggiunto del Core Cultura regionale (contro una media nazionale del 27,8%). Un contributo fondamentale giunge poi dalle attività di Architettura e Design (19,2% del valore aggiunto regionale) e dall'Editoria e Stampa (18,8%).
Il rapporto evidenzia infine due tendenze trasversali che vedono le imprese culturali della regione in prima linea: l'adozione dell'Intelligenza Artificiale generativa come infrastruttura creativa nei processi di comunicazione, marketing e produzione video, e l'integrazione della sostenibilità ecologica e dell'economia circolare nel design di prodotti e materiali (dalla sperimentazione sui biomateriali al recupero degli scarti di lavorazione).
Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina ufficiale dedicata.